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28 Apr
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Intervista all'autore - Sara Scaranna

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere è una passione, un vero e proprio bisogno. Scrivendo stacco la spina e m’immergo in mondi nuovi, nuove storie e nuovi personaggi che sono totalmente sotto il mio controllo, a differenza di ciò che accade nella realtà dove, invece, spesso e volentieri gli eventi esterni ti travolgono. E poi ogni libro è un viaggio, una vera e propria avventura che sai come inizia, ma non sai davvero dove ti porterà, perché a volte capita che, proseguendo nella scrittura, l’idea iniziale venga completamente stravolta. Scrivere, poi, è stupendo proprio perché hai la possibilità di essere chiunque tu voglia: devi immedesimarti nei personaggi più disparati per identificarne bene la personalità e puoi far far loro qualunque cosa ti venga in mente, e questo può essere davvero molto divertente.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Sicuramente le Valli di Comacchio e l’amore che nutro per questi luoghi magici e senza tempo che sono per me un’immensa fonte d’ispirazione. E poi alcuni dettagli dei vari personaggi.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Una liberazione, il coronamento di un sogno ed è anche stato terapeutico: ho iniziato a scrivere la storia de “Il Ragno d’Oro” in un periodo difficile non solo per me, ma per tutti. Tutto, infatti, è nato quando è scoppiata la crisi economica: ero a casa in cassa integrazione e di conseguenza avevo parecchio tempo libero. Scrivere mi è servito per evadere dalla realtà e non pensare alle incertezze di un futuro che in quel momento vedevo piuttosto nero. Ho scritto quasi tutta la storia in meno di tre mesi, poi ho impiegato anni, fra modifiche e revisioni, prima di decidermi a pubblicarla.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Direi che la scelta del titolo è stata quasi immediata.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Porterei tutti gli scritti di Oriana Fallaci. Il suo modo di scrivere così poetico e schietto al tempo stesso è trascinante, coinvolgente e ogni parola scritta da lei è un incentivo alla riflessione.



6. E-book o cartaceo?

Credo che per gli amanti della lettura niente superi la carta: il profumo dei libri e il piacere che si prova sfogliandoli temo che sia imbattibile, però dal canto suo il formato elettronico è estremamente comodo. Un unico supporto, che può essere anche solo uno smartphone, può contenere centinaia di libri, e per me che ero abituata ad avere sempre in borsa almeno un libro è una notevole comodità.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Scrivere un libro e pubblicarlo è sempre stato il mio sogno nel cassetto. Avevo 8 anni quando scrissi il mio primo libricino, lo impreziosii con alcuni disegni, lo “pubblicai” usando la fotocopiatrice di mio padre e lo distribuii ad amici e parenti. Era una favola che aveva come protagonista un pulcino.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Girovagando su Internet mi sono imbattuta nella leggenda del Ragno d’Oro e subito mi è venuta l’idea di una storia d’amore fra un’umana e un ragazzo appartenente alla leggendaria città di Spina. Una storia costantemente in bilico fra sogno e realtà, farcita di magia e che osanna l'Amore con la A maiuscola, quello, cioè, che è in grado di far compiere a chiunque i gesti più estremi ed impensabili.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È emozionante e gratificante. Vedere che tutte le ore perse cercando di far funzionare una frase e di far filare la storia si concretizzano in un libro vero e proprio, e non restano solo un file sul computer, è davvero bello, anche se poi si è assaliti da mille dubbi e dal timore del giudizio altrui, ma devo dire che i moltissimi commenti positivi che ho ricevuto per "Il Ragno d'Oro e la leggenda della città perduta" mi hanno riempito il cuore di gioia. Spero sia lo stesso anche per "Il Ragno d'Oro e la vendetta degli esiliati". E poi entrare in una libreria, dove magari si è sempre entrati solo come clienti, e vedere il proprio libro in vendita riempie di orgoglio.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Mia cognata Sabrina ne ha letto qualche stralcio e mi ha anche aiutato a rendere il libro ancor più fantasioso ed avvincente.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia una bella opportunità per fare apprezzare anche ai non vedenti la grande varietà di libri che purtroppo ora resta a loro preclusa, ed è utile anche per chi magari vuole chiudere gli occhi e immergersi in mondi e storie diverse sulle ali di una bella voce narrante.

 

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