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19 Ago
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Intervista all'autore - Christine Key

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono sposata, senza figli, ma ne ho ereditati 3 da mio marito, dal suo precedente matrimonio. Attualmente ho un gatto, George Harry I, un persiano rosso che è il mio compagno di tempo, e anche un po’ mio figlio. Amo la velocità e le auto, anche le barche a dire il vero! Sono stata navigatrice nei rally per otto anni, partecipando a gare di campionato italiano e un paio di mondiali. Ho sempre cercato di farmi una carriera, facendo tutte le esperienze possibili. Ce ne sono state di positive e negative, come tutti. Due anni fa, grazie ad un progetto di mio marito, ho ideato e strutturato una start up. A dicembre del 2015 ho lasciato il lavoro e a febbraio dell'anno scorso ho trovato un Partner finanziario che ha deciso di investire. Oggi sono Partner di una società di trading (import/export) e di soluzioni industriali.

Magari non è il settore che mi fa più impazzire, ma credo nel progetto. Sono nata e vissuta nella provincia di Verona, in Valpolicella tra vigneti e cantine. Non sono mai stata brava nello scrivere, ma ho un amore profondo con il cinema da quando ero bambina (volevo fare l'attrice...).



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non ho un momento preciso per scrivere. Può essere appena svegliata, o in pausa pranzo, o dopo una riunione. Scrivo quando mi si accende la lampadina, anche di notte se mi sveglio con un idea.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Quando leggo, lo faccio per rilassarmi. Quindi scelgo letture facili e divertenti. Un esempio: Jodi Ellen Malpas, Indingo Bloome, Lauren Weisberger, Kinsella...e se voglio ridere Luciana Littizzetto.



4. Perché è nata la sua opera?

È nata senza decidere. Ero nel mio studio e mi è venuta un'idea. Ho scritto la prima pagina. Dopo un mese l'ho riletta ed ho scritto venti pagine. Due mesi dopo era finito.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Credo che abbia influito molto. Vivo in un contesto particolare, fatto di tanti uomini e dei loro racconti. Il mio lavoro mi porta ad essere in contatto con persone con profilo medio/alto, fatto di alte direzioni di banche, multinazionali e società di investimenti in Italia e all'estero.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Potrei dire, una via di mezzo, dipende dal racconto. Per il "mio interiore", è un’ evasione dalla routine, ma nella mia fantasia c’è sempre un pizzico di realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Nel carattere della protagonista femminile, c’è molto del mio modo di vedere le cose. Odio la falsità, credo nel duro lavoro, nell'amicizia e amo l'amore passionale.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

No.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mio marito, che non ha mai il tempo di leggerlo.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’book?

Per la maggioranza sì. Poi rimarrà sempre chi, come me, adora il profumo delle pagine stampate ed il loro rumore nel sfogliarle.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non vorrei essere troppo "dinosauro", ma credo che l'audiolibro serva a chi non può leggere da solo. Potersi chiudere invece, dentro ad un libro, e mentre lo si legge, immaginare le scene, per me non ha prezzo.

 

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Venerdì, 19 Agosto 2016 | di @BookSprint Edizioni

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