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BookSprint Edizioni Blog

26 Mar
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Intervista all'autore - Anna Lucia Legrottaglie

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Amo scrivere da sempre, poiché mi aiuta a liberarmi e ad esprimere ogni mio stato d'animo. Sono tendenzialmente una persona emotiva, quindi preferisco imbrattare un foglio bianco di parole perché è come se le incidessi nel mio cuore per sempre, piuttosto che esprimermi a voce. Scrivere m'induce in un turbinio di sensazioni che non potrei scindere o identificare singolarmente.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Si tratta di una STORIA VERA, della mia storia di vita, vissuta a stretto contatto con una malattia rara e di tutto quello che psicologicamente e fisicamente ha comportato per me e per la società circostante.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere questa autobiografia non è stato semplice per me, poiché è stato come riaprire ferite che in un certo senso avevo riposto nella soffitta dell'anima. Ogni volta che abbandonavo il manoscritto, poi lo riprendevo tra le mani pensando che per me significava poter diffondere in modo più cospicuo la conoscenza, attraverso la mia vita, della mia malattia e soprattutto di diffondere il mio messaggio di speranza.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

La scelta del titolo è stata immediata. Avevo l'immagine ben impressa nella mente, tanto da trasformarla in parole. Devo dire tuttavia che la decisione del titolo è stata anche fatta grazie all'intuizione di mio marito che ormai mi legge dentro come nessun altro.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Senza dubbio porterei con me " Il manoscritto ritrovato ad Accra" del grande Paulo Coelho. Nella parte posteriore della copertina c'è una sua citazione che dice " Non sei sconfitto quando perdi, ma quando desisti." Ecco, la frase è abbastanza eloquente e in un certo senso mi rappresenta. Poi, se venisse anche Coelho con me sull'isola sarebbe l'apice dei sogni.



6. E-book o cartaceo?

Assolutamente cartaceo. Non che voglia disprezzare l' innovazione in tal senso, ma personalmente amo sfogliare ogni pagina di un libro sentendola tra le dita e soprattutto adoro sottolineare le parti salienti quasi a volerle lasciare nel tempo dei pensieri.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ho sempre amato scrivere, anche poesie, ma solo di recente ho deciso d'intraprendere tale carriera, spinta dal desiderio di condividere, soprattutto con chi mi vuol bene, la mia innata passione.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Questo manoscritto nasce dalla voglia di diffondere e far conoscere la mia malattia, l' "ITTIOSI", che pur essendo rara sta man mano diffondendosi anche se in varie e differenti forme. Nasce dal desiderio di trasmettere la voglia di combattere, di sperare, di sognare sempre e comunque. Ricordo che il tutto è nato per forte volere anche di mia madre, che ha sempre creduto in me, e di chi mi ama, convincendomi che non avrei che potuto far del bene con questo libro.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Un'emozione assolutamente indescrivibile. Il sogno di una vita divenuto realtà, grazie anche e soprattutto alla grande opportunità datami dal signor Vito Pacelli, nonché editore della BookSprint Edizioni e di tutti i suoi collaboratori.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Mio marito. Ha seguito passo dopo passo ogni singola pagina scritta. E mia madre, che ogni volta che le leggevo una parte scritta, si commuoveva inevitabilmente.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

E' un'iniziativa strepitosa. Ci sono tante persone non vedenti o ipovedenti che meritano di immergersi nelle emozioni di un libro come chiunque.  

 

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Giovedì, 26 Marzo 2015 | di @BookSprint Edizioni

2 COMMENTI

  • Link al commento eligio menga inviato da eligio menga

    Sicuramente sarò di parte, ma vi posso assicurare che il tunnel della speranza è un libro che trasmette un forte messaggio x chi nella vita come mia moglie, è stato più sfortunato. Ma non per questo la vita deve finire, anzi il contrario, dobbiamo lottare e guardare avanti perché la vita è bella e va vissuta giorno per giorno.

    Giovedì, 26 Marzo 2015 17:41
  • Link al commento vito inviato da vito

    che dire? ....val la pena leggerlo..... anzi, bisognerebbe rileggerlo a breve distanza come cura ricostituente dell'animo interiore, per rifocillarsi di nuova energia e speranze, personalmente l'ho letteralmente divorato alla prima lettura, ero estremamente ansioso di leggerlo, essendo in passato ho lavorato come litografo, condivido ancor + la stampa cartacea, la sensazione del tatto e l'odore della carta fresca di stampa.... un pc mai e mai potrà sostituirlo. Grazie

    Giovedì, 26 Marzo 2015 12:08

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