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BookSprint Edizioni Blog

11 Nov
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Intervista all'autore - Silvia Ferrau

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Mi chiamo Silvia, ma per tutti sono Vivi! Vengo da Villacidro, paese del Medio Campidano, in Sardegna. L'avventura dello scrivere è nata molto presto in me. Fin da quando ero piccola avevo una grande fantasia e grande spirito d'avventura. Ho sempre voluto sperimentare e vedere da sola tutto quello che attirava la mia curiosità. Scrivere è stata una bellissima scoperta per me. Sono una lettrice divoratrice, come mi piace dire e a casa mia tutti condividono questa passione. Una vera e propria decisione di intraprendere questo progetto non c'è mai stata. Io ho sempre scritto e mai pubblicato. Questa con la Book Sprint rappresenta un'altra delle mie avventure da sperimentatrice.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è un momento predefinito che dedico totalmente alla scrittura. Mi capita di scrivere in diversi momenti della giornata. Spesse volte mi appunto sul telefono o su un'agenda quello mi è venuto in mente perché magari sono a lavoro o fuori casa e poi lo stendo su pc appena ho il tempo. Insomma scrivo quando riesco a trovare il momento giusto e l'ispirazione giusta.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Amo molto il Re, Stephen King. Lo considero uno dei miei maestri e di lui ho letto quasi tutto. Ma leggo moltissimi autori che non potrei citare tutti in un unico foglio di carta. Apprezzo parecchio Sveva Casati Modignani, la trovo intensissima, ho scoperto Paola Mastrocola che trovo bravissima a livello tecnico-narrativo e tornando un po' indietro nel tempo, adoro Andrea Zanzotto, Montale, Vittorio Sereni, Gustave Flaubert, altro mio maestro essenziale e anche Shakespeare, che riesce a catturare molte anime, compresa la mia.



4. Perché è nata la sua opera?

Il mio romanzo non ha un perché. È nato in un periodo particolare della mia vita in cui sentivo il bisogno di lasciare andare la mia anima a briglie sciolte. Ma il mio gusto per gli intrecci curiosi, la mia voglia di costruzione narrativa, che affronto spesso nel mio corso di studi, sono riusciti a tenerla un po' a bada, la mia anima, dico.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Non so se di contesto sociale in senso stretto io debba parlare. Ho avuto la possibilità di studiare e di coltivare le mie passioni da sempre grazie alla mia famiglia e al lavoro. I miei autori e i miei gusti gli ho scelti e si sono affinati e delineati con il tempo, senza un incanalamento da parte di nessuno. Il mio spirito di sperimentatrice mi ha sempre portato a conoscere cose nuove, belle, brutte e magari anche sbagliate, sempre con la libertà e il sostegno da parte di tutti. Certo, se qualcosa ha avuto una grossa influenza su di me, come scrittrice e come "poetica" è certamente la natura, la campagna e la montagna. Ci vivo tutti i giorni ed è parte di me.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere è sia evasione totale che immersione totale. Per molti è uno sfogo, per altri è puro esercizio tecnico e per altri ancora è politica. Nel mio caso è evasione e sfogo. Amo le storie reali sì, ma la mia fantasia mi fa sempre romanzare tanti elementi e alla fine il reale diventa realistico.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

C'è la mia anima libera e selvaggia e quindi, non puramente me stessa. Non amo le autobiografie, non la scriverei su di me. Mi piacciono le storie, gli intrighi, i misteri, i dolori e le spensieratezze, i personaggi complessi e quelli semplici. Mi piace assaporare elementi e nutrirmi di storie. Queste sono le cose che ricerco nella mia scrittura.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sono stati tutti fondamentali. A partire dalla mia famiglia, il mio ragazzo, le mie amiche e le compagne di vita. Ciascuna delle persone che fanno parte della mia esistenza hanno avuto un ruolo fondamentale per me. Oltre al loro sostegno ho ricevuto anche parecchi spunti narrativi per la mia storia, io che rubo qua e là anche uno sguardo e lo trasformo in un personaggio.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Alle mie sorelle, ai miei genitori, al mio ragazzo e alle mie amiche. Ho avuto molti lettori prima ancora che il libro venisse pubblicato.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

L'ebook è una comoda alternativa al libro cartaceo. Mi pronuncio decisamente a favore di questo mezzo facilissimo da utilizzare per chi lavora spesso fuori e non ha uno spazio adeguato per portarsi le sue letture dietro. Tuttavia sono ancora una lettrice vecchio stampo e non riesco a leggere troppo davanti a uno schermo. Preferisco di gran lunga la scrittura stampata.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia un'idea fantastica. Oltre ad essere una comodissima alternativa per chi soffre di malattie visive o di qualsiasi forma di handicap corporeo, credo che sia bellissimo anche il fatto di stare seduto comodo ad ascoltare una persona che ti racconta una storia. Io chiedo sempre alla mia sorellina di raccontarmi una storia!

 

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Martedì, 11 Novembre 2014 | di @BookSprint Edizioni

1 COMMENTO

  • Link al commento Simonetta inviato da Simonetta

    Ciao Silvia complimenti sei una ragazza speciale bravissima

    Martedì, 11 Novembre 2014 22:32

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