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03 Apr
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Il parallelismo psico-neuro-biologico fra uomo e cavallo alla base della terapia

Uno degli animali più eleganti, belli, da sempre a contatto con l'uomo, che se ne è servito principalmente come mezzo di trasporto nel corso della sua evoluzione, che oggi diventa protagonista di un volume sul suo ruolo in ambito medico e psicologico. Arriva in libreria "Il parallelismo psico-neuro-biologico fra uomo e cavallo alla base della terapia", il nuovo volume a firma di Debora Baldi. L'opera, edita dalla BookSprint Edizioni e disponibile nel classico formato della brochure cartacea, è uno dei saggi più ricchi e approfonditi nel settore.
 
Il cavallo è sempre stato visto come simbolo di liberta, potenza e gloria, eppur sin dai tempi di Ippocrate di Coo (450 a.C. circa) è stato adoperato a scopo terapeutico dall'uomo. Grazie, infatti, al rapporto che l'animale è capace di instaurare con l'essere umano, cavalcare (e tutto ciò che riguarda comunque la vita equina) è una forma di terapia capace di adattarsi a diverse forme di disabilità.
 
"Il parallelismo psico-neuro-biologico fra uomo e cavallo alla base della terapia" è perciò un saggio divulgativo su questa potenzialità non molto conosciuta dei cavalli. 214 pagine, arricchite da esempi pratici e da immagini messe a disposizione dall'autrice, che con chiarezza esplicano i vari aspetti della tematica affrontata, fino a scendere nei dettagli dei benefici che la cura equina può apportare all'uomo.
 
Nata nel 1981 e appassionata di sport, quali la pallavolo, Debora Baldi ha scoperto l'equitazione a 17 anni, nel giorno del suo compleanno. Dopo gli anni difficili della scuola, in cui è stata costretta a subire diversi episodi di bullismo (quando ancora questo fenomeno era poco noto nella coscienza collettiva), e dopo un incontro che ne ha cambiato in negativo la vita, l'autrice ha infatti iniziato a soffrire di disturbi alimentari, in primis anoressia e bulimia, nonché perdita di memoria e crisi epilettiche. Solo nel rapporto coi suoi cavalli ha trovato quella forza e quella capacità di sentirsi bene e di stare bene, di cui racconta in questo libro, che è anche la sua prima fatica letteraria.
 

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